Chocobarocco Modica 3 dicembre - 8 dicembre 2010
Il cantiere dell’edizione 2010 annuncia già importanti avvenimenti che vedranno anche il coinvolgimento di illustre personalità del mondo dello spettacolo, della cultura, della medicina e dello sport testimonials delle proprietà del cioccolato di Modica realizzato ancora secondo l'antica ricetta azteca. Nella edizione 2009 gli espositori sistemati in 32 stands, hanno venduto cinquemila chili di cioccolato, di cui venticinque mila tavolette e altrettanti prodotti dolciari collegati al cioccolato. Grande successo per il laboratorio Live di Piazza Matteotti gestito dal Consorzio di Tutela del Cioccolato Artigianale di Modica.
For more information, visit the official Web site at www.chocobarocco.it/
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Mittwoch, 17. November 2010
Chocobarocco Modica 3 december 2010 - quando il ciocolato incontra l'arte
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Mittwoch, November 17, 2010
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Mittwoch, 2. Dezember 2009
mangare e non ingrassare
Se l'ago della bilancia si impenna, oltre alle tabelle delle calorie, consultiamo… l'orologio. Infatti, la scelta dell'orario in cui consumare il pasto può essere "di peso" quasi quanto quello che si mette nel piatto. L'ora del giorno in cui ci si nutre, infatti, può avere un impatto anche molto forte sul metabolismo, ed esercitare un notevole cambiamento nell'attività dei geni deputati alle operazioni di digestione.
Insomma, quando si mangia potrebbe essere altrettanto importante che quanto e come si mangia. La scoperta viene dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies negli Stati Uniti, autori di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Nei mammiferi, spiega Satchin Panda, professore del Regulatory Biology Laboratory "l'orologio biologico determina dei cambiamenti dell'attività dei geni del metabolismo in risposta ai periodi di maggior presenza di cibo. Questo predispone il corpo a nutrirsi in periodi specifici, quelli soliti di pranzo e cena".
Lo studioso spiega che, da una serie di esperimenti condotti su topi di laboratorio, è emerso comunque che esistono numerosi geni che non si attivano in risposta al ciclo circadiano, ma all'assunzione di cibo. Il ciclo di 24 ore, infatti, "si resetta ogni giorno per predisporre il corpo al nutrimento, ma non sempre mangiamo allo stesso orario e necessitiamo di geni del metabolismo ad attivazione indipendente". In particolare, gli scienziati hanno scoperto che esistono migliaia di geni presenti nel fegato che si attivano con l'assunzione di cibo, e non per effetto del ciclo circadiano. Spiega Panda: "Questo potrebbe spiegare come mai chi lavora di notte è più suscettibile a sindromi metaboliche, diabete, obesità e alti livelli di colesterolo: il passaggio da un orario di pranzo e cena ad un altro può determinare degli scompensi del metabolismo".
Secondo i ricercatori i risultati dello studio possono aiutare a comprendere meglio l'attività dell'orologio biologico umano e ad ottimizzare il nostro consumo alimentare. "Se comprendessimo il lavoro di ognuno dei geni coinvolti, potremo riuscire a definire la sequenza esatta di enzimi necessari, ed adattarli ad orari ed esigenze di alimentazione". Insomma, in attesa di indicazioni precise sugli orari e sui ritmi del metabolismo umano, può valere l'indicazione generale di alimentarsi a intervalli regolari e sopratutto non durante le ore notturne.
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Insomma, quando si mangia potrebbe essere altrettanto importante che quanto e come si mangia. La scoperta viene dai ricercatori del Salk Institute for Biological Studies negli Stati Uniti, autori di un nuovo studio pubblicato sulla rivista Proceedings of National Academy of Sciences. Nei mammiferi, spiega Satchin Panda, professore del Regulatory Biology Laboratory "l'orologio biologico determina dei cambiamenti dell'attività dei geni del metabolismo in risposta ai periodi di maggior presenza di cibo. Questo predispone il corpo a nutrirsi in periodi specifici, quelli soliti di pranzo e cena".
Lo studioso spiega che, da una serie di esperimenti condotti su topi di laboratorio, è emerso comunque che esistono numerosi geni che non si attivano in risposta al ciclo circadiano, ma all'assunzione di cibo. Il ciclo di 24 ore, infatti, "si resetta ogni giorno per predisporre il corpo al nutrimento, ma non sempre mangiamo allo stesso orario e necessitiamo di geni del metabolismo ad attivazione indipendente". In particolare, gli scienziati hanno scoperto che esistono migliaia di geni presenti nel fegato che si attivano con l'assunzione di cibo, e non per effetto del ciclo circadiano. Spiega Panda: "Questo potrebbe spiegare come mai chi lavora di notte è più suscettibile a sindromi metaboliche, diabete, obesità e alti livelli di colesterolo: il passaggio da un orario di pranzo e cena ad un altro può determinare degli scompensi del metabolismo".
Secondo i ricercatori i risultati dello studio possono aiutare a comprendere meglio l'attività dell'orologio biologico umano e ad ottimizzare il nostro consumo alimentare. "Se comprendessimo il lavoro di ognuno dei geni coinvolti, potremo riuscire a definire la sequenza esatta di enzimi necessari, ed adattarli ad orari ed esigenze di alimentazione". Insomma, in attesa di indicazioni precise sugli orari e sui ritmi del metabolismo umano, può valere l'indicazione generale di alimentarsi a intervalli regolari e sopratutto non durante le ore notturne.
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Mittwoch, Dezember 02, 2009
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Montag, 17. November 2008
Arancia/e Orangen Apfelsinen die Ernte in Sizilien beginnt
.... gibt es in den verschiedensten Qualitäten. Die typischen sizilianischen Blutorangen wie Tarocco, Moro, Sanguino und Sanguinello wachsen zum größten Teil in den Provinzen Catania und Siracusa. Erntezeit ist der Winter.
Der Nährwert der Orange beträgt 179kJ/100g (42kcal/100g). Geschätzt wird die Zitrusfrucht vor allem auf Grund ihres Vitamin-C-Gehaltes (40-65mg/100g).
Orangen sind reich an Carotin und B-Vitaminen. Orangenschalen enthalten Pektine, Vitamin E und das in Venenmitteln und Virushemmern enthaltene Hesperidin.Da das Fruchtfleisch Bioflavonoide enthält, die das Vitamin C vor Oxidation schützt, ist es gesünder, die Orangen frisch und samt F
ruchtfleisch zu verzehren. Orangen stärken die Abwehrkräfte und wirken gegen Frühjahrsmüdigkeit.
Orangen zählen zu den Südfrüchten. Orangenbäume verlangen für eine gute Ernte warmen Sonnenschein von über 30 °C während vieler Monate, brauchen dauernd genügend Wasser und gedeihen am besten auf lockeren Böden mit erhöhtem Kalk und Stickstoffgehalt. Orangenbäume gehören zur Familie der Zitruspflanzen, sie wachsen als kleine Bäume bis zu 10 m Höhe, zeichnen sich durch hartes und dauerhaftes Holz aus. Seine dunkelgrünen, länglichen Blätter behält der Orangenbaum das ganze Jahr. Blätter und Blüten enthalten kleine Oeldrüsen, von denen ein aromatischer Geschmack und der besonderen Duft eines blühenden Orangenbaumes stammen. Orangenbäume können hundert Jahre alt werden und tragen dann immer noch ihre Früchte. Im Garten des Alcazars von Sevilla steht ein 600 Jahre alter Orangenbaum, den die Mauren gepflanzt haben sollen, bevor sie aus diesem Teil Andalusiens vertrieben wurden.Orangenbäume der Mittelmeerländer blühen in den Monaten März bis Mai. Die vielen, kleinen Blüten aus 5 weissen Kelchblättern und über 20 röhrenförmigen Staubblättern im Inneren verbreiten einen süsslichen, aromatischen Duft, der aus dem Blütennektar stammt. Der von Bienen bestäubte Blütendiskus bildet dann einen grünen Fruchtknoten, aus dem nach 7 bis 8 Monaten die Frucht der Orange wächst und schliesslich reift. Die Orangen Südeuropas werden in den Wintermonaten Dezember bis Anfang März geerntet. Frost schadet den Orangen. Eine kurze Kälteperiode mit Frost kann die gesamte Ernte vernichten. Dann faulen die Orangen und fallen vom Baum.
Ein Baum trägt je nach Grösse und Alter 100 bis 200 kg Orangen, steht auf einer Fläche von 6 x6 m Grösse und soll über das ganze Jahr gerechnet 300 Liter Wasser je kg geernteter Orangen benötigen. Das sind für einen Baum etwa 3000 Eimer Wasser je 15 Liter Inhalt, die meistens vom nur seltenen Regen und in der Hauptmenge aus künstlicher Bewässerung stammen. Orangen sind anfällig gegen Infektionen durch Insekten und zeigen nicht selten typische Krankheiten. Tristeza ist der Name für den trostlosesten Zustand, wenn der Baum seine Blätter verliert und nach kurzer Zeit verdorrt. Um 1910 wurde in Südspanien durch den Citrus-Tristezavirus unzählige Orangenbäume vernichtet.
In Europa werden die Orangen von Oktober (Frühsorten aus Sevilla) bis August (Valencia Lates aus der Gegend um Valencia) geerntet. Das im Welthandel bedeutendste Orangenprodukt ist der Orangensaft, welcher zum Großteil aus Brasilien stammt und in Form von Konzentrat (Sirup) gehandelt wird. Auch frische Orangen haben sich in der Lebensmittel-Landschaft zahlreicher Staaten fest etabliert.
Daneben dient die Orange auch als Quelle von Duftstoffen: Aus den Orangenschalen gewinnt man das Terpen d-Limonen, das als biogenes Lösemittel und Rohstoff für die Parfümindustrie vielseitig verwendet wird. Das edel riechende Neroliöl erhält man durch Wasserdampfdestillation der Orangenblüten, wobei zumeist jedoch nicht die Blüten von Citrus sinensis, sondern die der Pomeranze (Citrus x aurantium) zum Einsatz kommen.
Hauchdünne, Bitterstoff-freie Orangenschalen, wie sie zum Aromatisieren vieler Speisen benötigt werden, gewinnt man mit dem Zesteur. Getrocknete Orangenschalen finden sich auch häufig in Tee-Mischungen. Auch die Blüten können zu einem Tee verarbeitet werden.
Orangenscheiben, Blüten und Schalen werden auch als Dekoration von Speisen und Getränken verwendet (Orangentwist).
Die Sorten
Was die Orangen anbelangt, steht der größte Erfolg den Sorten "sanguinello", tarocco und moro zu, die jedoch in der Vergangenheit von den Verbrauchern Nordeuropas mit der extravaganten Begründung, eine farblich dem Blut ähnliche Frucht beunruhige sie, zurückgewiesen wurden. Mit der Zeit zerbrach dieses Tabu: die Blutorange wird, besonders in Italien, gegenüber der Blondorange vorgezogen, während letztere im Ausland ihren Markt beibehält.
Der Produktionszyklus der Orangen aus Sizilien deckt fast den ganzen Jahresverlauf ab, von Oktober bis zum darauf folgenden Sommer. Die früheste Sorte ist die "moro", die im Oktober-November auf dem Markt erscheint, um dort bis zum Frühlingsanfang zu bleiben; die Sorte "tarocco" ist von Anfang Dezember bis März erhältlich; die Sorte "sanguinello" erscheint im Januar, um im fortgeschrittenen Juni zu verschwinden. Nun zu den Eigenschaften der einzelnen Sorten: Die "tarocco"-Orange, die beliebteste und gefragteste, hat eine dünne Schale, sie hat keine Kerne und zeigt, nach erfolgter Reifung, eine flammendrote Farbe. Der leichte Auswuchs im apikalen Bereich gehört zu den wesentlichen Merkmalen dieser Varietät. Rot ist auch die "moro"-Orange und beide sind rundlich, mit einem Gewicht von zirka hundertfünfzig Gramm. Die "sanguinello"-Orange unterscheidet sich durch ein flammenderes und intensiveres Rot in den Äderungen. Auch unter den blonden Sorten treten einige besonders hervor. Die Sorte "ovale" (auch "calabrese" genannt), mit ovaler Form und ebenfalls kernlos, ist von April bis Juli erhältlich, während die "washington navels" und die "valencia" von November bis März beziehungsweise von April bis Mai vertrieben werden. Sehr gefragt sind die Orangen mit blondem Fruchtfleisch entlang der südlichen Inselküste.
Produktionsgeographisch betrachtet hat das östliche Sizilien eine offensichtliche Vorrangstellung inne: die Provinz Syrakus ist eine große Erzeugerin von "tarocco"-Orangen, während im Gebiet um Messina die hellen "ovale"- und "valencia"-Orangen vorherrschen.
Der Nährwert der Orange beträgt 179kJ/100g (42kcal/100g). Geschätzt wird die Zitrusfrucht vor allem auf Grund ihres Vitamin-C-Gehaltes (40-65mg/100g).
Orangen sind reich an Carotin und B-Vitaminen. Orangenschalen enthalten Pektine, Vitamin E und das in Venenmitteln und Virushemmern enthaltene Hesperidin.Da das Fruchtfleisch Bioflavonoide enthält, die das Vitamin C vor Oxidation schützt, ist es gesünder, die Orangen frisch und samt F
Orangen zählen zu den Südfrüchten. Orangenbäume verlangen für eine gute Ernte warmen Sonnenschein von über 30 °C während vieler Monate, brauchen dauernd genügend Wasser und gedeihen am besten auf lockeren Böden mit erhöhtem Kalk und Stickstoffgehalt. Orangenbäume gehören zur Familie der Zitruspflanzen, sie wachsen als kleine Bäume bis zu 10 m Höhe, zeichnen sich durch hartes und dauerhaftes Holz aus. Seine dunkelgrünen, länglichen Blätter behält der Orangenbaum das ganze Jahr. Blätter und Blüten enthalten kleine Oeldrüsen, von denen ein aromatischer Geschmack und der besonderen Duft eines blühenden Orangenbaumes stammen. Orangenbäume können hundert Jahre alt werden und tragen dann immer noch ihre Früchte. Im Garten des Alcazars von Sevilla steht ein 600 Jahre alter Orangenbaum, den die Mauren gepflanzt haben sollen, bevor sie aus diesem Teil Andalusiens vertrieben wurden.Orangenbäume der Mittelmeerländer blühen in den Monaten März bis Mai. Die vielen, kleinen Blüten aus 5 weissen Kelchblättern und über 20 röhrenförmigen Staubblättern im Inneren verbreiten einen süsslichen, aromatischen Duft, der aus dem Blütennektar stammt. Der von Bienen bestäubte Blütendiskus bildet dann einen grünen Fruchtknoten, aus dem nach 7 bis 8 Monaten die Frucht der Orange wächst und schliesslich reift. Die Orangen Südeuropas werden in den Wintermonaten Dezember bis Anfang März geerntet. Frost schadet den Orangen. Eine kurze Kälteperiode mit Frost kann die gesamte Ernte vernichten. Dann faulen die Orangen und fallen vom Baum.
Ein Baum trägt je nach Grösse und Alter 100 bis 200 kg Orangen, steht auf einer Fläche von 6 x6 m Grösse und soll über das ganze Jahr gerechnet 300 Liter Wasser je kg geernteter Orangen benötigen. Das sind für einen Baum etwa 3000 Eimer Wasser je 15 Liter Inhalt, die meistens vom nur seltenen Regen und in der Hauptmenge aus künstlicher Bewässerung stammen. Orangen sind anfällig gegen Infektionen durch Insekten und zeigen nicht selten typische Krankheiten. Tristeza ist der Name für den trostlosesten Zustand, wenn der Baum seine Blätter verliert und nach kurzer Zeit verdorrt. Um 1910 wurde in Südspanien durch den Citrus-Tristezavirus unzählige Orangenbäume vernichtet.
In Europa werden die Orangen von Oktober (Frühsorten aus Sevilla) bis August (Valencia Lates aus der Gegend um Valencia) geerntet. Das im Welthandel bedeutendste Orangenprodukt ist der Orangensaft, welcher zum Großteil aus Brasilien stammt und in Form von Konzentrat (Sirup) gehandelt wird. Auch frische Orangen haben sich in der Lebensmittel-Landschaft zahlreicher Staaten fest etabliert.
Daneben dient die Orange auch als Quelle von Duftstoffen: Aus den Orangenschalen gewinnt man das Terpen d-Limonen, das als biogenes Lösemittel und Rohstoff für die Parfümindustrie vielseitig verwendet wird. Das edel riechende Neroliöl erhält man durch Wasserdampfdestillation der Orangenblüten, wobei zumeist jedoch nicht die Blüten von Citrus sinensis, sondern die der Pomeranze (Citrus x aurantium) zum Einsatz kommen.
Hauchdünne, Bitterstoff-freie Orangenschalen, wie sie zum Aromatisieren vieler Speisen benötigt werden, gewinnt man mit dem Zesteur. Getrocknete Orangenschalen finden sich auch häufig in Tee-Mischungen. Auch die Blüten können zu einem Tee verarbeitet werden.
Orangenscheiben, Blüten und Schalen werden auch als Dekoration von Speisen und Getränken verwendet (Orangentwist).
Die Sorten
Was die Orangen anbelangt, steht der größte Erfolg den Sorten "sanguinello", tarocco und moro zu, die jedoch in der Vergangenheit von den Verbrauchern Nordeuropas mit der extravaganten Begründung, eine farblich dem Blut ähnliche Frucht beunruhige sie, zurückgewiesen wurden. Mit der Zeit zerbrach dieses Tabu: die Blutorange wird, besonders in Italien, gegenüber der Blondorange vorgezogen, während letztere im Ausland ihren Markt beibehält.
Der Produktionszyklus der Orangen aus Sizilien deckt fast den ganzen Jahresverlauf ab, von Oktober bis zum darauf folgenden Sommer. Die früheste Sorte ist die "moro", die im Oktober-November auf dem Markt erscheint, um dort bis zum Frühlingsanfang zu bleiben; die Sorte "tarocco" ist von Anfang Dezember bis März erhältlich; die Sorte "sanguinello" erscheint im Januar, um im fortgeschrittenen Juni zu verschwinden. Nun zu den Eigenschaften der einzelnen Sorten: Die "tarocco"-Orange, die beliebteste und gefragteste, hat eine dünne Schale, sie hat keine Kerne und zeigt, nach erfolgter Reifung, eine flammendrote Farbe. Der leichte Auswuchs im apikalen Bereich gehört zu den wesentlichen Merkmalen dieser Varietät. Rot ist auch die "moro"-Orange und beide sind rundlich, mit einem Gewicht von zirka hundertfünfzig Gramm. Die "sanguinello"-Orange unterscheidet sich durch ein flammenderes und intensiveres Rot in den Äderungen. Auch unter den blonden Sorten treten einige besonders hervor. Die Sorte "ovale" (auch "calabrese" genannt), mit ovaler Form und ebenfalls kernlos, ist von April bis Juli erhältlich, während die "washington navels" und die "valencia" von November bis März beziehungsweise von April bis Mai vertrieben werden. Sehr gefragt sind die Orangen mit blondem Fruchtfleisch entlang der südlichen Inselküste.
Produktionsgeographisch betrachtet hat das östliche Sizilien eine offensichtliche Vorrangstellung inne: die Provinz Syrakus ist eine große Erzeugerin von "tarocco"-Orangen, während im Gebiet um Messina die hellen "ovale"- und "valencia"-Orangen vorherrschen.
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Sonntag, 16. November 2008
Die Morgen-Bananen-Diaet Trend in Japan
Eine neue Diät versetzt derzeit die Japaner in Verzückung und lässt die Bananen in den Supermarktregalen knapp werden: Die Morgen-Bananen-Diät.
Zum Frühstück mindestens eine, maximal aber vier Bananen essen und dazu ein Glas lauwarmes Wasser trinken. Dadurch soll der Stoffwechsel so auf Trab gebracht werden, dass man den restlichen Tag normal weiter essen kann und auch keinen Sport machen muss.
Dafür sind allerdings Süßgetränke wie Limo und Eistee oder kalorienhaltige Nachspeisen tabu. Außerdem sollte man ab 20 Uhr nichts mehr essen und spätestens um Mitternacht ins Bett gehen.
Nützt die Diät wirklich etwas?
Diätexperte und Ernährungsberater Sven David-Müller: „Diese Diät ist absoluter Blödsinn und völlig an den Haaren herbeigezogen. Bananen gehören zu den kohlenhydratreichen Obstsorten. Das heißt, sie sorgen für erhöhte Insulinausschüttung, was hungrig macht. Außerdem hemmt dies den Fettabbau im Körper. Eine Banane am Tag ist gesund und sättigend – alles andere macht dick.“
Schuld am Bananen-Wahn der Japaner ist übrigens der 31-jährige Büroangestellte Hitoshi Watanabe, wie die Frankfurter Rundschau berichtet:
Durch seinen Bürojob dick geworden, probierte er die Bananen-Diät aus – eine Empfehlung seiner Freundin Sumiko, einer Pharmazeutin für chinesische Kräutermedizin. Und: Er nahm innerhalb von sechs Monaten 13 Kilo ab.
Diesen Erfolg berichtete er auf Mixi, Japans größter Internet-Community mit mehr als zehn Millionen Usern, und setzte damit die Bananen-Hysterie in Gang. Seitdem tingelt er durch TV-Shows, sein Abnehm-Buch verkaufte sich über 700 000 Mal und die Nachfrage nach Bananen wurde so groß, dass die Preise um 20 Prozent anstiegen. Für eine Banane zahlten die abnehmwütigen Japaner umgerechnet 70 Cent.
Für alle, die mehr als eine Banane am Tag essen möchten, hat Sven David-Müller noch diesen Tipp:
Greifen Sie zu leicht unreifen Bananen. Sie machen noch besser satt und haben weniger Kalorien als die reifen Früchte…
keine Lust auf Bananen... hier die Alternative
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Freitag, 26. September 2008
Twiggy: I hated how I looked in the Sixties
The encouraging truth is that Twiggy does not look nearly as young in the flesh as she does in most of the photographs in her new book about how to look fabulous over 40. She has, I am heartened to observe when we meet in a London hotel, a slight tummy, jowly bits and a light craquelure of wrinkles.
Her cleavage is not available for scrutiny because she is wearing a high-necked T-shirt - M&S, of course - teamed with mannish trousers, waistcoat, jacket, blue silk brogues that make her "feel like Fred Astaire" and navy nail polish. The combined effect is of a well-groomed, genetically blessed woman of 59, rather than a cryogenically preserved nymph.
She shouldn't mind me saying that, because her book is all about how she is content to be her age. No Botox or laser treatments for Twiggy, nor scalpels, liposuction or collagen implants. "The whole thing of being depressed about getting older is wasted energy, so I try to be positive," she says.
In fact the only surgical appliance she has used in the last couple of years has been a corset to keep her bad back in order after a disastrous moment, "like 10,000 elastic bands snapping", when she bent over in the shower. Otherwise, she is as nature has dictated, helped along by regular exercise, sleep, a good diet, skin creams, flattering (but not always expensive) clothes and careful make-up.
At the tender age of 16, she became the world’s first supermodel. Now preparing to enter her seventh decade, Twiggy is to publish a style bible for the over-forties.
Es gibt viele Ikonen aber Sie war fuer mich die erste ... Ulla
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Freitag, September 26, 2008
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Dienstag, 22. April 2008
Fruehling.. es darf geflirtet werden

Frühlingsgefühle!
Warum wir jetzt wieder flirten
Die Sonne scheint, die Temperaturen steigen, die Kleidung wird luftiger. Doch nicht nur bunte Blumen und Blüten erfreuen das Auge, sondern auch die wachsende Zahl turtelnder Liebespärchen. Die Flirtsaison ist eröffnet!
Prompt sind wir auch selbst offener für sexuelle Reize als in den ungemütlichen Wintermonaten – und lassen den Frühlingsgefühlen freien Lauf. Die Symptome sind eindeutig: beste Laune und Kribbeln im Bauch. Über die Ursachen hingegen sind die Wissenschaftler sich uneinig.
Alles nur Einbildung?
Keinesfalls! Einer der Auslöser für Frühlingsgefühle: Das Licht der Frühlingssone, das durch die Augen-Netzhaut ins Gehirn gelangt.
Biopsychologe Peter Walschberger von der Freien Universität Berlin: „Durch das Sonnenlicht und mehr Helligkeit wird das Hormon Serotonin verstärkt ausgeschüttet. Und das lässt uns insgesamt wacher und vitaler werden.“
Körper außerdem weniger vom Schlafhormon Melatonin. Die Stimmung steigt – und damit die Lust auf Flirts.
Die kürzeren Nächte erhöhen unsere Aktivität und die sexuelle Erregbarkeit zusätzlich, sorgen so für die berühmten Schmetterlinge im Bauch.von Beatrix Altmann
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Dienstag, April 22, 2008
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die Kueche Siziliens
Vielseitig und voller Hintergründe ist das Werden der Kochkunst in Sizilien.Sie ist das Ergebnis einer Tausendjährigen Geschichte, unzähliger Zivilisationen und Kulturen, die im Laufe der Jahrhunderte aufeinander gefolgt und ineinander übergegangen sind. Reichhaltig und Gepflegt ist die sizilianische Küche, und die Zutaten kommen von weither: jedes Gericht hat in der Tat Komponenten, die nicht von der Insel stammen, seien sie griechischer, lateinischer, arabischer oder normannischer Herkunft oder aus französisch- spanisch- bourbonischer Zeit. Die alten griechischen Ursprünge sind einfacher und natürlicher Art, frischer Fisch und Naturkräuter, denn Gewürze und besondere Zutaten wurden damals noch nicht importiert.
Vor allem die Araber haben Spuren hinterlassen, die zum großen Teil heute noch die Eßgewohnheiten der Sizilianer beeinflussen. Sie brachten die Verwendung orientalischer Gewürze und die Ernährungsgepflogenheiten und erfanden Speisen aus Schnurförmigem Mehl, (Triyah, d.h. die Vorläufer der heutigen Vermiccelli, sie führten das berühmte „Cuscus“ mit sich, das heute noch in Trapani und auf Pantelleria beliebt ist, die charakteristischen „arancine“ ( ein Abkömmling des arabischen Reispilaws mit viel Safran), außerdem Gerichte die Reis als Basis haben, unter Zufügung von Fisch und Gemüsen aller Art. Eine typische, aus arabischen Ländern stammende Speise sind die „panelle“ (frittierte Polenta aus Kichererbsenmehl ) – isst man auf einem Brioche- Brötchen.
Auch die ausgezeichneten Zusammenstellungen des sizilianischen Gebäcks gehen auf die arabische Zivilisation zurück – wahre Leckereien für Feinschmecker findet man als unwiderstehliche Versuchung an jeder Ecke. Die berühmte „Cassata“ ist eine arabische Erfindung und Anhänger der Eisdelikatessen können „Sorbetto“ und „Granita“ genießen, ein Eis in unzähligen Kombinationen mit typisch orientalischem Geschmack – mit Wassermelone, Pistazien, Jasmin, Zimt, Kaffee, Mandeln, ..Im palermitanischen Teil der Insel genießt man zum Beispiel im Sommer „Brioche“ aufgeschnitten und reichlich gefüllt mit diversen Eissorten als Mittagessen, während man in Catania „Granita“ zum Frühstück mit Brioche isst.
Die Normannen die die Araber verdrängten führten keine grundlegenden Änderungen der kulinarische Gewohnheiten ein, die ihre vorwiegend orientalische und arabische Charakteristik beibehielten. Es kommt Wild dazu und später bringen französische Einflüsse Gerichte auf den Tisch die Kartoffeln und Reis zur Basis haben.
Es gibt so viele Köstlichenkeiten, die man im vorbeigehen kaufen und auf der Hand geniessen kann, „sfincione“ –Pizzastücke mit Kuchenähnlichem Teig, „cannoli“ mit Ricotta gefüllte süße Stückchen, um nur einige aufzuzählen, dass man wirklich an sich halten muss, um den Versuchungen manchmal zu widerstehen..
Es gibt eine unendliche Auswahl an Käsesorten, die Weine Sizilien’ s finden immer mehr Beachtung... es macht Spaß Sizilien auch auf einer kulinarischen Rundreise kennen zu lernen. Wir haben unterwegs bei Ausflügen einige Besonderheiten der sizilianischen Produkte gefunden, die wirklich ausgezeichnet sind....
Vor allem die Araber haben Spuren hinterlassen, die zum großen Teil heute noch die Eßgewohnheiten der Sizilianer beeinflussen. Sie brachten die Verwendung orientalischer Gewürze und die Ernährungsgepflogenheiten und erfanden Speisen aus Schnurförmigem Mehl, (Triyah, d.h. die Vorläufer der heutigen Vermiccelli, sie führten das berühmte „Cuscus“ mit sich, das heute noch in Trapani und auf Pantelleria beliebt ist, die charakteristischen „arancine“ ( ein Abkömmling des arabischen Reispilaws mit viel Safran), außerdem Gerichte die Reis als Basis haben, unter Zufügung von Fisch und Gemüsen aller Art. Eine typische, aus arabischen Ländern stammende Speise sind die „panelle“ (frittierte Polenta aus Kichererbsenmehl ) – isst man auf einem Brioche- Brötchen.
Auch die ausgezeichneten Zusammenstellungen des sizilianischen Gebäcks gehen auf die arabische Zivilisation zurück – wahre Leckereien für Feinschmecker findet man als unwiderstehliche Versuchung an jeder Ecke. Die berühmte „Cassata“ ist eine arabische Erfindung und Anhänger der Eisdelikatessen können „Sorbetto“ und „Granita“ genießen, ein Eis in unzähligen Kombinationen mit typisch orientalischem Geschmack – mit Wassermelone, Pistazien, Jasmin, Zimt, Kaffee, Mandeln, ..Im palermitanischen Teil der Insel genießt man zum Beispiel im Sommer „Brioche“ aufgeschnitten und reichlich gefüllt mit diversen Eissorten als Mittagessen, während man in Catania „Granita“ zum Frühstück mit Brioche isst.
Die Normannen die die Araber verdrängten führten keine grundlegenden Änderungen der kulinarische Gewohnheiten ein, die ihre vorwiegend orientalische und arabische Charakteristik beibehielten. Es kommt Wild dazu und später bringen französische Einflüsse Gerichte auf den Tisch die Kartoffeln und Reis zur Basis haben.
Es gibt so viele Köstlichenkeiten, die man im vorbeigehen kaufen und auf der Hand geniessen kann, „sfincione“ –Pizzastücke mit Kuchenähnlichem Teig, „cannoli“ mit Ricotta gefüllte süße Stückchen, um nur einige aufzuzählen, dass man wirklich an sich halten muss, um den Versuchungen manchmal zu widerstehen..
Es gibt eine unendliche Auswahl an Käsesorten, die Weine Sizilien’ s finden immer mehr Beachtung... es macht Spaß Sizilien auch auf einer kulinarischen Rundreise kennen zu lernen. Wir haben unterwegs bei Ausflügen einige Besonderheiten der sizilianischen Produkte gefunden, die wirklich ausgezeichnet sind....
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Dienstag, April 22, 2008
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Dienstag, 15. April 2008
Vor Sonne schuetzen – aber wie?
Am 21. Juni findet unter dem Motto „Sonnenschutz? Sonnenklar!“ ein Informationstag zum Thema Sonnenschutz statt. Ziel ist es, Verbraucher dafür zu sensibilisieren, nicht zu leichtfertig mit den Gefahren der Sonne umzugehen.
Alle Interessierten sind aufgerufen, sich mit eigenen Aktionen am Infotag zum Sonnenschutz zu beteiligen. Die Organisatoren stellen kostenlos umfangreiches Basis-Informationsmaterial zur Verfügung, das über die Website www.sonnenschutz-sonnenklar.de angefordert werden kann. Alle geplanten Aktionen sollten dem Koordinationsbüro frühzeitig gemeldet werden, sodass diese auf dem Internetportal veröffentlicht werden können.
Der Tag des Sonnschutzes wird in diesem Jahr zu ersten Mal veranstaltet. Als Schirmherrin konnte die TV-Moderatorin Andrea Ballschuh gewonnen werden. Beteiligte Verbände und Institutionen sind die Arbeitsgemeinschaft ästhetische Dermatologie und Kosmetologie, der Deutscher Allergie- und Asthmabund, der Deutscher Hausfrauen-Bund, der Deutscher Kinderschutzbund, das Deutsche Grüne Kreuz, die Verbraucher Initiative – Bundesverband, der Industrieverband Körperpflege- und Waschmittel sowie die Kinderumwelt gemeinnützige GmbH der Deutschen Akademie für Kinder- und Jugendmedizin.
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Donnerstag, 10. April 2008
Das Mode-Phänomen mit der runden Spitze Ballerinas
Ballerinas sind auch in diesem Sommer wieder der Schuh-Trend. Allen Pumps, Plateaus und Peep-Toes zum Trotz lieben Frauen die flachen Schläppchen – und das schon seit Jahren. BILD.de erklärt, was einen Trend zum Mode-Phänomen macht.
Der Grund für den Dauererfolg des Schuhs ist fast schon erschreckend einfach: „In Ballerinas kann man den ganzen Tag schmerzfrei laufen. Sie sind die perfekte und einzige Alternative zum Sneaker“, erklärt Elke Griese vom Deutschen Mode Institut.
Ende der 80er-Jahre, so Griese, sei es genau andersherum gewesen: Damals kam Sportswear auf die Laufstege und der Ballerina wurde vom Sneaker verdrängt. Die nächsten zehn Jahre galt der Ballerina dann als altmodischer Mütterchen-Schuh. Erst seit der Jahrtausendwende wurde die Mode wieder femininer, und mit dem Rückzug der Sportmode erlebte der Ballerina schließlich sein Comeback.
Dieser Zyklus zeigt, welche zwei Hauptkriterien ein Trend erfüllen muss, um zum Mode-Phänomen zu werden: Innovation und Tragbarkeit.
Ein Kleidungsstück muss radikal anders als der letzte Trend und gleichzeitig alltagstauglich sein, um sich über Jahre halten zu können
Außer der Bequemlichkeit verdankt der Ballerina seinen Langzeiterfolg auch dem Umstand, dass Stilikonen wie Audrey Hepburn und Brigitte Bardot ihn Ende der 50er-Jahre als erste außerhalb einer Oper trugen. Vorher zierte er in einer unbequemeren Variante mit verstärkter Spitze ausschließlich die Füße klassischer Tänzerinnen.
Seither steht der Ballerina für Hollywood-Glamour – und ein neues Frauenbild. An den Füßen von Hepburn und Bardot wurde er zum Symbol der unabhängigen Frau, die nicht den Männern sondern nur sich selbst gefallen will.
Diese Botschaft sendet der Ballerina noch heute. Er wirkt weiblich, ohne gleich zweideutige Blicke auf sich zu ziehen. Bild.de
Der Grund für den Dauererfolg des Schuhs ist fast schon erschreckend einfach: „In Ballerinas kann man den ganzen Tag schmerzfrei laufen. Sie sind die perfekte und einzige Alternative zum Sneaker“, erklärt Elke Griese vom Deutschen Mode Institut.
Ende der 80er-Jahre, so Griese, sei es genau andersherum gewesen: Damals kam Sportswear auf die Laufstege und der Ballerina wurde vom Sneaker verdrängt. Die nächsten zehn Jahre galt der Ballerina dann als altmodischer Mütterchen-Schuh. Erst seit der Jahrtausendwende wurde die Mode wieder femininer, und mit dem Rückzug der Sportmode erlebte der Ballerina schließlich sein Comeback.
Dieser Zyklus zeigt, welche zwei Hauptkriterien ein Trend erfüllen muss, um zum Mode-Phänomen zu werden: Innovation und Tragbarkeit.
Ein Kleidungsstück muss radikal anders als der letzte Trend und gleichzeitig alltagstauglich sein, um sich über Jahre halten zu können
Außer der Bequemlichkeit verdankt der Ballerina seinen Langzeiterfolg auch dem Umstand, dass Stilikonen wie Audrey Hepburn und Brigitte Bardot ihn Ende der 50er-Jahre als erste außerhalb einer Oper trugen. Vorher zierte er in einer unbequemeren Variante mit verstärkter Spitze ausschließlich die Füße klassischer Tänzerinnen.
Seither steht der Ballerina für Hollywood-Glamour – und ein neues Frauenbild. An den Füßen von Hepburn und Bardot wurde er zum Symbol der unabhängigen Frau, die nicht den Männern sondern nur sich selbst gefallen will.
Diese Botschaft sendet der Ballerina noch heute. Er wirkt weiblich, ohne gleich zweideutige Blicke auf sich zu ziehen. Bild.de
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Donnerstag, April 10, 2008
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Dienstag, 1. April 2008
Groesster Mensch der Welt, Kiew
Er ist 2,58 Meter groß, trägt Schuhgröße 68 und wiegt 200 Kilogramm: Der Ukrainer Leonid Stadnik wird bereits als größter Mensch der Welt im Guinness Buch der Rekorde geführt. Doch noch immer produziert der Körper des 37-Jährigen Wachstumshormone.
Kiew - Einen Führerschein hat Leonid Stadnik noch nicht. Aber endlich ein Auto, in das er einigermaßen hineinpasst. Der ukrainische Präsident Wiktor Juschtschenko persönlich übergab dem 2,58-Meter-Mann vor wenigen Tagen einen blauen Mini-Van - eine Spezialanfertigung des Autoherstellers ZAZ. Und weil der größte Mensch der Welt keinen Führerschein hat, drehte der Politiker mit Stadnik auf dem Beifahrersitz eine Proberunde vor seinem Amtssitz. Der größte hatte den ersten Bürger des Landes um Hilfe gebeten, weil es für ihn nirgendwo ein passendes Auto gab. Was wie ein Happy End klingt, ist allenfalls eine kleine Erleichterung im Leben des Riesen, der mit Mutter und Schwester in einem kleinen Dorf in der Zentralukraine lebt. Denn im Alltag hat der 37-Jährige unter seiner Größe stark zu leiden.
Gebrauchsgegenstände sind zu klein, Türen und Möbel zu niedrig für ihn. Er schläft in zwei Betten, die er hintereinander gestellt hat. Ständig muss Stadnik sich bücken. Seine 200 Kilogramm Körpergewicht belasten die Gelenke. Er hat häufig Knieschmerzen und geht dann an Krücken. Seinen Beruf als Tierarzt musste Stadnik aufgeben, als er sich Erfrierungen an den Füßen zuzog. Er war in Socken durch den Schnee zur Arbeit gelaufen, weil er keine Schuhe gefunden hatte, die groß genug für seine 43 Zentimeter langen Füße waren. Zuhause kümmert sich Stadnik jetzt um den Garten und die Tiere: Drei Kühe, ein Pferd, Schweine und Hühner besitzt die Familie.
Seit einer Gehirnoperation im Alter von zwölf Jahren produziert Leonid Stadniks Körper vermehrt Wachstumshormone. Und deshalb wächst er immer noch - fast einen Zentimeter pro Jahr. Wie groß er genau ist, war lange unklar, weil Stadnik sich weigerte, sich messen zu lassen. Erst seit diesem Jahr führt ihn das Guinness Buch der Rekorde offiziell als größten Menschen der Welt. Damit löste Stadnik den bisherigen Titelhalter Bao Xishun aus China ab, der mit 2,35 Meter deutlich kleiner ist.
Dem Ukrainer ist seine Berühmtheit unangenehm. Trotz seiner imposanten Erscheinung ist er ein scheuer Zeitgenosse. Menschenansammlungen geht er lieber aus dem Weg. "Ich mag es nicht, wegen meiner Größe Aufmerksamkeit zu erregen", sagt der Riese. Spiegel >>>
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Dienstag, April 01, 2008
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Ueber Sex und Rock'n'Roll Mick Jagger beichtet
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Dienstag, April 01, 2008
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Verfall
Sonntag, 30. März 2008
Nikotinabhaengig, diese Schildkröte raucht Kette
Eigentlich wollte der Chinese Yun aus dem Nordosten von China (Provinz Jilin) sein Haustier nur ein wenig ärgern. Deswegen steckte er seiner Landschildkröte eine Zigarette in den Mund. Die Folge: Das Tier ist nikotinabhängig. Jetzt muss er fast jeden Glimmstengel mit seiner Schildkröte teilen...
„Immer wenn ich vor ihr rauche, kommt sie mit dem Kopf aus dem Wasser und zappelt herum, bis ich ihr die Zigarette gebe“, so Yun.
Und das ist nicht nur blauer Dunst – als Beweis gab Yun seiner Schildkröte vor den Augen des Fotografen eine Zigarette. Die Überraschung: In nur vier Minuten war sie weggequalmt.
Und das ist nicht nur blauer Dunst – als Beweis gab Yun seiner Schildkröte vor den Augen des Fotografen eine Zigarette. Die Überraschung: In nur vier Minuten war sie weggequalmt.
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Sonntag, März 30, 2008
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Schildkroete
Samstag, 29. März 2008
Sommerzeit
Bis zur kürzesten Nacht des Jahres ist es nicht mehr lang: Morgen beginnt in Deutschland die Sommerzeit! Wenn der Wecker eine Stunde früher klingelt: heute Nacht um 2 Uhr werden die Uhrzeiger um eine Stunde auf drei Uhr vorgestellt. Eine Stunde weniger schlafen – das ist für viele wie ein Mini-Jetlag!
Schlafforscher Prof. Jürgen Zulley von der Universität Regensburg: „Bei manchen Menschen braucht der Organismus sogar einen Monat, um sich umzustellen.“
Was passiert in unserem Körper genau?
Hormonforscher Prof. Dr. Johannes Huber (60) von der Frauenklinik der Uni Wien: „Das Schlafhormon Melatonin sinkt in den ersten Tagen nach der Umstellung quasi eine Stunde zu spät ab, das Stresshormon Cortisol ist noch nicht angestiegen. Die Folge: Wir sind müde und unser Blutdruck ist im Keller.“
Auch unser Immunsystem leidet. Der Münchner Immunologe Dr. Peter Schleicher (58): „Durch die Umstellung werden die Immunzellen aus ihrem gewohnten Rhythmus gebracht – die Anpassung kann bis zu einem Monat dauern. Die Folge: Die Abwehrkräfte sind geschwächt, wir sind anfälliger für Erkältungen und Infekte.“
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Samstag, März 29, 2008
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Uebergewicht
Uebergewicht ? ~ Dieta mediterranea 
Männer und Frauen zu dick Europa hat Übergewicht Zwei Drittel aller deutschen Männer sind zu dick. In keinem anderen Land Europas sei der Anteil der Übergewichtigen höher, berichtete das Europäische Statistikamt Eurostat zu Daten aus seinem aktuellen Jahrbuch.
Bier, Fett und Bewegungsmangel machen die Deutschen laut einer Studie zu den dicksten Bürgern der EU. Sie lägen beim Gewicht gleichauf mit den USA, berichtete die "Süddeutsche Zeitung". Drei von vier Männern haben zu viel Speck am Bauch und auf den Hüften. Und mehr als die Hälfte der Frauen wiegt zu viel. Das berichtete die "Süddeutsche Zeitung". Sie hat die Zahlen aus Studie der International Association for the Study of Obesity (IASO), die Forscher am Sonntag vorstellen wollen. Fast jeder vierte Deutsche sei sogar krankhaft fettleibig (adipös). Mehr Bildung - weniger Gewicht >>>
Männer und Frauen zu dick Europa hat Übergewicht Zwei Drittel aller deutschen Männer sind zu dick. In keinem anderen Land Europas sei der Anteil der Übergewichtigen höher, berichtete das Europäische Statistikamt Eurostat zu Daten aus seinem aktuellen Jahrbuch.
Bier, Fett und Bewegungsmangel machen die Deutschen laut einer Studie zu den dicksten Bürgern der EU. Sie lägen beim Gewicht gleichauf mit den USA, berichtete die "Süddeutsche Zeitung". Drei von vier Männern haben zu viel Speck am Bauch und auf den Hüften. Und mehr als die Hälfte der Frauen wiegt zu viel. Das berichtete die "Süddeutsche Zeitung". Sie hat die Zahlen aus Studie der International Association for the Study of Obesity (IASO), die Forscher am Sonntag vorstellen wollen. Fast jeder vierte Deutsche sei sogar krankhaft fettleibig (adipös). Mehr Bildung - weniger Gewicht >>>
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Samstag, März 29, 2008
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Freitag, 28. März 2008
Darum sollten Sie jeden Tag ein Bier trinken
7 Gründe - Darum sollten Sie jeden Tag ein Bier trinkenVon ALEXANDER WEHR
Ein frisch gezapftes Helles ist nicht nur lecker, sondern auch gesund!
Bier enthält viele Vitamine (vor allem aus der B-Gruppe), zahlreiche Mineralien (Eisen, Magnesium, Zink) sowie hormonähnliche Substanzen, die sogenannten Phyto-Östrogene.
Warum Sie jeden Tag ein Glas Bier trinken sollten:
1. Bier schützt vor Herzinfarkt 2. Bier senkt das Schlaganfall-Risiko 3. Bier ist gut für den Blutdruck 4. Bier kann Diabetes verhindern 5. Bier verbessert das Erinnerungsvermögen 6. Bier macht die Knochen stabil 7. Bier lässt uns länger leben
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Freitag, März 28, 2008
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Montag, 24. März 2008
PASTAFREUDEN
Quelle: Gourmet Werner Theurich Spiegel.de
Vor Jahren spazierte ich, ausgerechnet auf der nördlichsten deutschen Insel Sylt, von Nudeln gelockt in ein frisch eröffnetes Bistro in Westerland. Dessen überschwänglich formulierte Speisekarte hatte in ihrem rührig lobenden Wortreichtum soviel skurril Lustiges, dass allein dieses Tirilieren schon neugierig machte. Kein Zweifel, da hatten Koch-Fans ihr Hobby zum Beruf gemacht. Und natürlich: Ein “ultimatives” Nudelgericht fügte sich in den Reigen der wortreich angepriesenen Küchenkreationen. Tatsächlich begeisterten die Tagliatelle mit Kaninchen in Sahnesauce durch eine opulente Geschmacksfülle - und die rührte weniger von Sahne und Tier, sondern überraschenderweise von den Teigwaren her.
Am leckersten zur Eiernudel: sahnige Soßen und Fleisch
Was sich erfolgreich in den kraftvollen Dialog von Fleisch und delikater Soße mischte, schimmerte hellgelb, glänzte lockend und bot ein rundes, üppiges Aroma, das weniger nach Pizzeria, als nach Kindheit schmeckte, sattmachend, kohlenhydrahtig, mit einem Hauch von "ungesund" und darum extradelikat. Auf Nachfrage präsentierte der Patron ein Nudelpaket, das er clevererweise gleich im Verkaufsangebot hatte. Italienische Nudeln, wohlgemerkt, aber eben Eiernudeln von bester Qualität. Hergestellt und vertrieben von Arrigo Cipriani, dem Besitzer von "Harry's Bar" in Venedig. Handgefertigt in feiner Qualität, daher liegt der 100-Gramm-Preis deutlich über zwei Euro. Kein billiges Vergnügen im Verhältnis zur Massen-Nudel, aber seinen Preis wert. Inzwischen gibt’s diese Prachtnudeln in den besseren Supermärkten. Aber auch deutsche Eiernudeln sollten bei Pastafreaks mal wieder eine Chance bekommen - schließlich gehört die Nudel traditionell auch zu vielen Highlights der deutschen Küche. Es gilt wie überall: Suchen Sie nach neuen Produkten aus heimischen Landen, hier tut sich einiges, und nicht nur auf den besseren Wochenmärkten kann man fündig werden.
Am besten harmoniert die Eiernudel tatsächlich mit sahnigen Soßen und Fleisch, während Hartweizen-Pasta besser mit Tomaten und Gemüse harmonieren. Perfekte Arbeitsteilung eben, vereint durch den omnipräsenten Parmesan als Krönung aller Nudelgerichte ohne Fisch und Meeresfrüchte, denn bei denen hat der Prachtkäse wirklich nichts verloren. Wenn Sie in Sachen Gesundheit bei den Hartweizenprodukten noch ihr gutes Gewissen sowie ihren Stoffwechsel pflegen wollen, greifen Sie zu Vollkornprodukten. Die glänzten in den letzten Jahren mit erheblich verbesserter Qualität. Aber beschränken Sie sich lieber auf Spaghetti - auf gleichmäßige, nicht-fleckige Farbe achten - die gerollten und geformten, Penne-artigen sowie Maccheroni fallen oft auch nach vorschriftsmäßigen Kochen auseinander und schmecken pappig fad.
Öl zur Pasta - erst probieren, dann servieren
Mit hochwertigen Nudeln auf dem Teller erledigt sich die Soßenfrage fast von selbst. Egal, ob Sie grundsätzlich faul oder ungeschickt sind, gönnen Sie sich feines Olivenöl und ebenso hochwertige Butter, mischen beides im Topf und gießen es über die gekochten Nudeln. Parmesan und frisch gemahlenen schwarzen Pfeffer dazu, fertig. Wie immer gilt: Je besser die Zutaten, desto größer der Genuss. "Kochen können" muss man dazu nicht, mit minimalem Gefühl für Garzeiten bekommt man das Gericht schon hin. Zum guten Olivenöl, ohne das es nicht geht, müssen Sie sich allerdings schon durchschmecken. Geben Sie anfangs nicht zu viel Geld aus, der Kult um "Tropföl" und raffinierte Pressmethoden ist geschmacklich nicht immer nachvollziehbar. Falls Sie das Öl probieren können - in manchen Fachgeschäften ist dies hin und wieder möglich - erleben Sie ganz von selbst, was Ihnen schmeckt. Wie beim Wein kann die genaue Herkunftsbezeichnung (Produzent/Gebiet, Hersteller, Abfüller etc.) Hilfe leisten - ob es dann ein aufregenderes Erlebnis ist, sagen Ihnen dann Nase, Zunge und Gaumen.
Vor Jahren spazierte ich, ausgerechnet auf der nördlichsten deutschen Insel Sylt, von Nudeln gelockt in ein frisch eröffnetes Bistro in Westerland. Dessen überschwänglich formulierte Speisekarte hatte in ihrem rührig lobenden Wortreichtum soviel skurril Lustiges, dass allein dieses Tirilieren schon neugierig machte. Kein Zweifel, da hatten Koch-Fans ihr Hobby zum Beruf gemacht. Und natürlich: Ein “ultimatives” Nudelgericht fügte sich in den Reigen der wortreich angepriesenen Küchenkreationen. Tatsächlich begeisterten die Tagliatelle mit Kaninchen in Sahnesauce durch eine opulente Geschmacksfülle - und die rührte weniger von Sahne und Tier, sondern überraschenderweise von den Teigwaren her.
Am leckersten zur Eiernudel: sahnige Soßen und Fleisch
Was sich erfolgreich in den kraftvollen Dialog von Fleisch und delikater Soße mischte, schimmerte hellgelb, glänzte lockend und bot ein rundes, üppiges Aroma, das weniger nach Pizzeria, als nach Kindheit schmeckte, sattmachend, kohlenhydrahtig, mit einem Hauch von "ungesund" und darum extradelikat. Auf Nachfrage präsentierte der Patron ein Nudelpaket, das er clevererweise gleich im Verkaufsangebot hatte. Italienische Nudeln, wohlgemerkt, aber eben Eiernudeln von bester Qualität. Hergestellt und vertrieben von Arrigo Cipriani, dem Besitzer von "Harry's Bar" in Venedig. Handgefertigt in feiner Qualität, daher liegt der 100-Gramm-Preis deutlich über zwei Euro. Kein billiges Vergnügen im Verhältnis zur Massen-Nudel, aber seinen Preis wert. Inzwischen gibt’s diese Prachtnudeln in den besseren Supermärkten. Aber auch deutsche Eiernudeln sollten bei Pastafreaks mal wieder eine Chance bekommen - schließlich gehört die Nudel traditionell auch zu vielen Highlights der deutschen Küche. Es gilt wie überall: Suchen Sie nach neuen Produkten aus heimischen Landen, hier tut sich einiges, und nicht nur auf den besseren Wochenmärkten kann man fündig werden.
Am besten harmoniert die Eiernudel tatsächlich mit sahnigen Soßen und Fleisch, während Hartweizen-Pasta besser mit Tomaten und Gemüse harmonieren. Perfekte Arbeitsteilung eben, vereint durch den omnipräsenten Parmesan als Krönung aller Nudelgerichte ohne Fisch und Meeresfrüchte, denn bei denen hat der Prachtkäse wirklich nichts verloren. Wenn Sie in Sachen Gesundheit bei den Hartweizenprodukten noch ihr gutes Gewissen sowie ihren Stoffwechsel pflegen wollen, greifen Sie zu Vollkornprodukten. Die glänzten in den letzten Jahren mit erheblich verbesserter Qualität. Aber beschränken Sie sich lieber auf Spaghetti - auf gleichmäßige, nicht-fleckige Farbe achten - die gerollten und geformten, Penne-artigen sowie Maccheroni fallen oft auch nach vorschriftsmäßigen Kochen auseinander und schmecken pappig fad.
Öl zur Pasta - erst probieren, dann servieren
Mit hochwertigen Nudeln auf dem Teller erledigt sich die Soßenfrage fast von selbst. Egal, ob Sie grundsätzlich faul oder ungeschickt sind, gönnen Sie sich feines Olivenöl und ebenso hochwertige Butter, mischen beides im Topf und gießen es über die gekochten Nudeln. Parmesan und frisch gemahlenen schwarzen Pfeffer dazu, fertig. Wie immer gilt: Je besser die Zutaten, desto größer der Genuss. "Kochen können" muss man dazu nicht, mit minimalem Gefühl für Garzeiten bekommt man das Gericht schon hin. Zum guten Olivenöl, ohne das es nicht geht, müssen Sie sich allerdings schon durchschmecken. Geben Sie anfangs nicht zu viel Geld aus, der Kult um "Tropföl" und raffinierte Pressmethoden ist geschmacklich nicht immer nachvollziehbar. Falls Sie das Öl probieren können - in manchen Fachgeschäften ist dies hin und wieder möglich - erleben Sie ganz von selbst, was Ihnen schmeckt. Wie beim Wein kann die genaue Herkunftsbezeichnung (Produzent/Gebiet, Hersteller, Abfüller etc.) Hilfe leisten - ob es dann ein aufregenderes Erlebnis ist, sagen Ihnen dann Nase, Zunge und Gaumen.
Die so gepflegte Nudel verlangt vielleicht noch nach einer kräftige Zugabe: eventuell den großartigen, durchwachsenen Italo-Speck "Pancetta", wenig frischen Knoblauch plus ein wenig Weißwein - womit Sie schon auf halben Weg zum Klassiker Spaghetti Carbonara sind, der sahnigen Kalorienbombe, die angeblich für die schwer arbeitenden Köhler (carbonari) gedacht war. Andere Versionen der Geschichte machen die amerikanischen Truppen im Zweiten Weltkrieg für den Namen verantwortlich, die, so erzählt es Udo Pini in seinem "Gourmet-Handbuch", 1944 das Rezept im Ristorante Carbonara in Rom entdeckten und in der Heimat populär machten.
Gönnen Sie sich einfach mal die eine oder andere Edel-Nudel pur, genießen Sie die Teigwaren schlicht und reduziert - Butter und Öl, frische Kräuter und Gewürze
Gönnen Sie sich einfach mal die eine oder andere Edel-Nudel pur, genießen Sie die Teigwaren schlicht und reduziert - Butter und Öl, frische Kräuter und Gewürze
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